venerdì 12 marzo 2010

"A single man": lezioni di estetica


Colin Firth, gli anni '60, l'architettura delle case e la bellezza degli interni, il vestito che indossa Julienne Moore la sera in cui invita a cena George Falconer e le sigarette lilla voluttuosamente accese e fumate dai protagonisti. Tutte buone ragioni per andare a vedere "A single man", il film che segna l'esordio nella regia dello stilista Tom Ford. Dietro case che sembrano un perfetto mix tra gli allestimenti più sobri di un Ralph Lauren dei tempi migliori, lo stile Gucci di qualche anno fa e un tocco di eccentricità floreal-vittoriana, dietro alla maniacale attenzione per i dettagli, dietro ai corpi scolpiti e dietro ai primi piani e alle inquadrature abbondanti non poteva che esserci l'ex stilista di Gucci e di Yves Saint Laurent.

"C'è un'altra parte di me mai espressa e che è riuscita a farlo con questo film'', aveva detta Tom Ford, a gennaio, a Milano, per presentare la pellicola tratta dall'omonimo romanzo di Christopher Isherwood. "E' la prima volta", aveva aggiunto Ford, "che mi esprimo in modo pieno. Forse è la cosa più importante che ho fatto". Questo non posso dirlo, ma sicuramente il film è un capolavoro di estetica. Ambienti rarefatti, nitore e compostezza diventano un registro espressivo che nulla toglie all'efficacia dei dialoghi e al ritmo della storia ma, anzi, ne esaltano la forza.


www.asingleman-movie.com/#/home

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