martedì 26 ottobre 2010

A Lvmh il 14,2% del capitale di Hermès International


Scritto da Isabella Naef

Monday 25 October 2010
Il colosso del lusso francese Lvmh Moët Hennessy Louis Vuitton, ha fatto saper di possedere 15 016 000 azioni, ossia il 14,2% del capitale, di di Hermès International. L'obiettivo, informa il gruppo guidato da Bernard Arnault in una nota stampa, è di diventare azionista per lungo tempo della società di Fauburg Saint Honorè e di contribuire a far rimanere la società entro i confini francesi. Dal canto suo, Hermès ha confermato, che "con il 72% del capitale, detenuto dai 60 eredi, l'azionariato familiare (la famiglia Dumas, ndr) è largamente maggioritario e resta perfettamente unito"

Lvmh, cui fanno capo tra le altre, le griffe Christian Dior, Louis Vuitton, Hennessy, Dom Pérignon, Moët & Chandon, Sephora e Tag Heuer, darà il pieno appoggio alla strategia già impostata dalla famiglia fondatrice della maison e messa in atto dal gruppo dirigente attualmente alla guida dell'azienda.

Lvmh, inoltre, ha specificato di non volere prendere il controllo del gruppo. La società del lusso ha un'opzione per l'acquisto di altre 3 001 246 azioni di Hermès International, che la porteranno a un totale di 18 017 246 azioni Hermès International, ossia al 17,1% del suo capitale.

La maison del lusso Hermès ha archiviato il primo semestre con utile operativo in rialzo del 52% a 304,5 milioni di euro. Un risultato raggiunto soprattutto grazie alle vendite del segmento pelletteria. Per il 2010 le attese sono di un margine operativo in rialzo dell'1% almeno e di vendite a tassi di cambio costanti in salita del 12%. La griffe celebre per le borse e i foulard ha chiuso il primo semestre dell'anno con un utile netto in aumento del 55,2% a 194,6 milioni.

sabato 23 ottobre 2010

Chantal Joffe: una goccia di Chanel nei quadri





Chantal Joffe: c'è chi trova una goccia di Chanel nei suoi quadri. Ma anche qualche linea così Miu Miu e un tocco di Jil Sander.
Residente a Londra, la Joffe ha esposto nello spazio Bloomberg e alla galleria Victoria Miro, da Feigen Contemporary a New York e Jannifer Flay a Parigi. La pittrice è apprezzata per i ritratti in cui riesce a catturare le emozioni, le debolezze e la vitalità dell'esistenza umana. L'intensità psicologica dei personaggi, per lo più soggetti femminili, è una delle qualità che rendono incredibile questa artista.

mercoledì 20 ottobre 2010

Altagamma: l'industria del lusso è in ripresa


Scritto da Isabella Naef
Tuesday 19 October 2010

"L'anno si preannuncia piuttosto buono". Parola di Maurizio Borletti, dal 2005 presidente de La Rinascente e proprietario e azionista con Deutsche Bank di Printemps Paris Department store, intervenuto ieri a Milano, al convegno della Fondazione Altagamma. Stando ai dati dell'Altagamma Consensus, inoltre, l'Ebitda medio globale delle imprese nel 2011 crescerà di 15 punti percentuali rispetto al 2010. E se Italia e Francia sono i mercati più importanti, come testimoniato da Borletti, il quale non ha mancato però di sottolineare che molto si può ancora fare sfruttando il web :"su Internet i department store europei sono più indietro rispetto a quelli americani", anche dagli Emirati Arabi Uniti arrivano segnali confortanti. A parlarne, sempre ieri durante il convegno milanese, è stato Patrick Chalhoub, ceo dell'omonimo gruppo partner di realtà come Fendi, Christian Dior Parfums, John Galliano, Puig, Coty, L'Oréal per lo sviluppo del business nei territori degli Emirati Arabi. Tra i fattori chiave che traineranno il mercato domani, sottolinea Chalhoub, figura la consapevolezza dei consumatori e la trasformazione del lusso da "piacere personale" a "stile di vita".
Tornando ai dati dell’Altagamma Consensus 2011, per l’anno prossimo è prevista una crescita di tutte le categorie di prodotti di lusso, con una ripresa di gioielli e orologi di prestigio. Come sottolineato da Armando Branchini, segretario generale della Fondazione Altagamma, nel 2011 si evidenzieranno aumenti significativi per la pelletteria (+8%), la gioielleria-orologeria (+8,5%) e l'abbigliamento con un +7,5%. Per quanto concerne le aree geografiche Europa e Usa dovrebbero crescere rispettivamente del 5,5% e del 6%. L'Asia segnerà un +15,8% e il Medio Oriente un +11,5%. Il Giappone invece registrerà un +0,8%, dopo sette anni consecutivi di calo dei consumi.

Insomma. dati alla mano pare proprio che l'alto di gamma sia sulla strada della ripresa, dopo l'annus horribilis 2009. Il settore del lusso nel 2010 dovrebbe registrare una crescita pari al 10%. "Nel primo semestre di quest'anno avevamo parlato di luce in fondo al tunnel", ha infatti detto Santo Versace, presidente della Fondazione Altagamma ieri, aprendo i lavori del convegno, "ora, considerati i preconsuntivi 2010, possiamo senz'altro confermare la tendenza positiva".

Conferma il pessimo 2009, ma registra crescita positiva per il 2010 il Monitor Altagamma sui mercati mondiali, realizzato da Bain&Co in collaborazione con Fondazione Altagamma. Il mercato dei beni di lusso personali vede una decrescita dell’8% nel 2009, ma stima una crescita del 10% per la quest’anno; il retail monomarca si dimostra il canale più resistente alla crisi, così come gli accessori in pelle tra le categorie di prodotto. Fra i mercati si riprendono quest’anno Europa e Usa, mentre Asia Pacific e Greater China registrano crescite in doppia cifra. Il mercato dell’arredamento di alta gamma prevede una crescita nel 2010 del 9%, dopo il -12% dello scorso anno, mentre quello degli yacht di lusso continua a soffrire, facendo seguire al -22% del 2009 un ulteriore diminuzione del 16% nel 2010.

Infine, l’analisi degli acquisti dei turisti extracomunitari nell’Unione Europea, svolta da Global Refund nello studio sul tax free shopping mostra segnali positivi: quest’anno si chiuderà infatti con una previsione di crescita del 28% rispetto al 2009. Un ruolo determinante in questa crescita è svolto dall’aumento dei turisti cinesi. L’Italia, che continua a essere tra le mete preferite dai turisti extra europei, è un mercato che vale 2,7 miliardi di euro, rappresentando il 17% del continente e con una crescita del 32% rispetto ai primi nove mesi del 2009. La previsione di crescita per questo tipo di consumi nel 2011 è di un ulteriore 10%.

Foto: Il convegno Altagamma, seduti, da sinistra, Santo Versace e Armando Branchini

venerdì 15 ottobre 2010

Lvmh: fatturato a quota +24%


Scritto da Isabella Naef

Il colosso del lusso francese Lvmh, guidato da Bernard Arnault, ha archiviato il terzo trimestre dell'anno con vendite pari a 5,1 miliardi di euro, il 24% in più rispetto ai 4,1 miliardi dello scorso anno. Il dato batte le attese del mercato che erano per 4,8 miliardi di euro.

Secondo i dati diffusi ieri dal gruppo parigino, a cui fanno capo, tra le altre, le griffe Christian Dior, Louis Vuitton, Hennessy, Dom Pérignon, Moët & Chandon, Sephora e Tag Heuer, sono risultati in crescita tutte le divisioni dai vini e liquori che hanno messo a segno un rialzo del 24%, alla "mode e maroquinerie", che ha realizzato vendite in crescita del 20% rispetto ai primi nove mesi dello scorso anno. "La buona performance dello champagne nel trimestre", si legge in una nota della società, riflette il risveglio dei consumi.

Per quanto riguarda i singoli brand, Louis Vuitton, sottolinea la société in una nota stampa, ha confermato la sua grande capacité di attrazione nel segmento moda nel mondo. Le linee Monogram e Damier, in particolare, hanno messo a segno una forte crescita. Mentre cresce l'attesa per una nuova linea che sarà lanciata a breve. Anche Fendi (maison che ha debuttato all'ultima edizione di Pitti Bimbo, a fine giugno a Firenze, con la collezione di childrenswear) e Donna Karan, prosegue la nota, hanno ricominciato a correre.

Per quanti concerne il settore profumi e cosmetica, le vendite sono risultate in crescita del 14 %, mentre orologi gioielleria ha messo a segno un rialzo del 29 %.


Foto: Donna Karan

venerdì 8 ottobre 2010

PFW: Comptoir des Cotonniers compie 15 anni



Wednesday 06 October 2010
Una festa durante la settimana della moda di Parigi, nuovi store a New York e uno spot per il cinema. E' così che Comptoir des Cotonniers, brand che assieme a Uniqlo, Princesse Tam Tam e Theory fa capo a gruppo giapponese Fast Retailing, ha festeggiato 15 anni di attività. Il compleanno è stato celebrato con un party in centro a Parigi, il 30 settembre. In programma una sfilata di moda per presentare in anteprima i modelli primavera‐estate 2011, proiezioni, una photo call a sorpresa in cui tanti ospiti della serata si sono messi in posa su diversi sfondi di cartoline di Parigi, le stesse personalizzate con lo stemma di Lèon, la mascotte dell'etichetta.
Per celebrare questo anniversario, inoltre, il marchio ha ripensato il binomio madre e figlia con un nuovo tag‐line: La Mère & La Fille & La Mode (La Madre, la Figlia e la Moda). Ognuna con la sua personalità e il proprio stile. Per la prima volta, a settembre, il brand ha girato uno spot per il cinema con un ritratto musicale di Louise e Sylvie Ebel, backstage dello shooting della campagna di questo autunno.

Infine, qualche mese fa, è stato tenuto a battesimo il primo flagshipstore parigino di piazza Saint Sulpice. Il management prevede di esportare questo concept in Giappone, in Europa e negli Stati Uniti. Dall’autunno 2008, Comptoir des Cotonniers è sbarcato a New York con una prima boutique nel cuore di Soho. Alla fine del 2010 aprirà un punto vendita sulla Colombus avente, e altri seguiranno nel 2011 a Bleecker street e Madison. In un secondo tempo, ci sarà la conquista dell’Est Coast con Boston, Washington, Filadelfia e Chicago.

Foto: Una delle performance durante il party di Comptoir des Cotonniers

Elisabetta e Filippo: lezioni di estetica in salsa tweed


Recupero un post del 2007 scritto alla vigilia del loro 60esimo anniversario di nozze. Sono i soggetti più cool in circolazione in Europa, sono al top presi singolarmente e lo restano quando sono insieme. Non accade quasi mai nelle coppie. Pezzi rarissimi se non unici. Impossibile non sorridere.

Impossibile, le ragioni sono tante. 1) I loro litigi sono furibondi 2) Per Filippo tutta la pelle di lei è perfetta 3) Il principe consorte non ha mai indossato un pigiama 4) Lui la chiama salsiccia 5) Lilibeth ama il gin e Dubonnet 6) Lui adora la birra 7) Non so se sono coraggioso o pazzo disse lui il giorno delle nozze 8) Lei teneva una foto di Filippo sul camino 9) Al ricevimento di nozze Fil bandì i discorsi e la mattina smise di fumare 10) Sui letti reali solo lenzuola e coperte, vietati (orridi, aggiungo io) piumini e trapunte 11) Lei non allaccia le cinture 12) Dei 141 ritratti di Elisabetta solo due sono con lui 13) Lilibeth dice spesso a Fil di tacere 14) A un ballo in maschera lui si vestì da cameriere, lei da domestica 15) Fil disegnò l'anello di fidanzamento 15) Nelle discussioni la regina usa la tattica di parlare per enigmi e le riesce bene la caricatura del marito.
Aggiungo qualche battuta del principe consorte.

Nel 1966: "Le donne inglesi non sanno cucinare".

"Devono essere pazzi", disse nel 1982 quando gli riferirono che nelle Isole Salomone la crescita annua della popolazione era del 5%.

In Kenya, nel 1984, a una donna che gli consegnava un omaggio chiese: "Ma lei è una donna, vero?".

Durante una visita in Cina nel 1986 disse a un gruppo di studenti inglesi: "Se state qui ancora un po' vi verranno gli occhi a mandorla".

Alle Cayman, durante una visita nel 1994: «Siete discendenti dei pirati, vero?"


Amazon compra BuyVip.com



Scritto da Isabella Naef
Thursday 07 October 2010
Era nell'aria da settimane e, come anticipato dal Wall street journal nei giorni scorsi, l'interesse di Amazon per il retailer internet spagnolo BuyVip si è concretizzato con un accordo di acquisizione che si concluderà entro il quarto trimestre del 2010, conformemente alle consuete condizioni di chiusura e alle approvazioni regolamentari. Nessuna cifra ufficiale sull'operazione ma il quotidiano finanziario americano parla di circa 70 milioni di euro.
BuyVip, controllata da un consorzio di società di private equity, agisce come intermediario fra i consumatori e circa 500 griffe della moda. Il principale azionista è Cipio Partners, ma nella compagine azionaria compare anche un fondo di venture capital della tedesca Bertelsmann e altri fondi di private equity. La community di acquisti online conta oggi oltre sei milioni di iscritti in Paesi come Spagna, Germania e Italia. “BuyVip.com offre ai propri iscritti una vasta selezione di prodotti di moda e lifestyle di marche prestigiose a prezzi straordinariamente vantaggiosi”, ha sottolineato Greg Greeley, vice presidente European retail di Amazon. “BuyVip.com rappresenta un complemento perfetto per il business europeo di Amazon perché darà ai clienti un’ulteriore opportunità di trovare e scoprire prodotti esclusivi e di alta qualità".

“Siamo entusiasti di entrare a far parte della famiglia Amazon e riteniamo che questa unione contribuirà a rafforzare la nostra presenza in Europa, permettendoci inoltre di offrire ai clienti una selezione ancora più ampia di prodotti di qualità”, ha detto Gustavo Garcia Brusilovsky, amministratore delegato della società iberica.

Lo shopping club BuyVip, con Saldi privati, Born4shop, Venteprivee.com e Privalia (società spagnola che un paio di giorni fa ha annunciato un finanziamento di 70 milioni di euro da parte di General Atlantic e Index Ventures) si sta spartendo il mercato dell'e-commerce di abbigliamento scontato europeo. L'azienda ha archiviato il 2009 con vendite pari ai 70 milioni di euro, oltre il doppio rispetto al fatturato del 2008 ed è presente in Portogallo, Paesi Bassi e Polonia, Italia (dove è sbarcata nel 2007), Spagna, Germania e Austria.

Foto: BuyVip

Prada verso la borsa di Hong Kong


Thursday 7 October

La maison Prada valuta la quotazione in Borsa ad Hong Kong. Così, dopo i quattro rinvii degli scorsi anni, la griffe guidata da Patrizio Bertelli potrebbe quotarsi entro il primo semestre del prossimo anno.

Verso il mercato, secondo quanto riporta oggi Il Sole 24 Ore, spingerebbero soprattutto le banche creditrici o socie (come Intesa Sanpaolo che ha il 5% del capitale). La Borsa Italiana non sarebbe inoltre l'unica opportunità del gruppo che potrebbe anche decidere di quotarsi a Hong Kong dove potrebbe strappare un prezzo migliore, ma rischierebbe di mantenere un titolo poco liquido.

A guidare lo sbarco asiatico della griffe dovrebbero essere Intesa Sanpaolo, UniCredit e Goldman Sachs, anche se l'ultima parola spetta ai soci del gruppo tra cui la stessa Intesa Sanpaolo.

Quest'estate la maison aveva rifinanziato il debito in scadenza sottoscrivendo un nuovo finanziamento in pool della durata di tre anni da 360 milioni di euro con Banca Imi (Intesa Sanpaolo), Unicredit, Credit Agricole, Mizuho, Hsbc, Monte dei Paschi e Natixis.

Intanto, ieri a Parigi, ha sfilato Miu Miu, etichetta giovane del gruppo.
Raso, kilt e decori di pelle per un effetto scioccante di colori e accostamenti. Insomma, "una sfilata contro la nostalgia", ha detto la stilista Miuccia Prada. La passerella di Miu Miu ha chiuso all'italiana la settimana francese del prêt-à-porter.

Foto: Katie Holmes in Prada shoes Aw 10-11

domenica 3 ottobre 2010

Is a Runway Show Really Necessary? Ma la moda che effetto fa ai piedi dei milanesi?


Is a Runway Show Really Necessary? Ma la moda che effetto fa ai piedi dei milanesi?
Due dubbi che possono tenere impegnati nel fine settimana milanese post sfilate (e che forse attanaglieranno pure i parigini fra qualche giorno, appena si spegneranno le luci della Paris fashion week).
Alla prima domanda risponderei di sì. Video in diretta e foto vanno benissimo ma la sfilata ha un suo perché e la moda è fatta di numeri, bilanci ma anche di frivole sensazioni, feeling ed emozioni che il virtuale non rende. In ogni caso leggere un parere autorevole come quello di Suzy Menkes (è lei che dalle sfilate di Parigi ha posto la domanda sul Nytimes) nel pezzo qui sotto vale sempre la pena.

Al secondo non so ancora dare risposta. Sbirciando sotto i tavoli di un ristorante milanese, nemmeno troppo modaiolo, si possono vedere sandali-zoccolo con calze in lana o microfibra glitterata, Ugg e meravigliose spuntate nere, tacco 12, portate, però, con troppa poca disinvoltura. I primi, asseriscono commensali quasi indispettiti, non sono sexy per niente, sui secondi si consiglia di stendere un velo, le ultime piacciono molto ma magari ai piedi di chi riesce pure a camminarci. Mah...


Is a Runway Show Really Necessary?

http://www.nytimes.com/2010/09/30/fashion/30iht-rshow.html?ex=1301457600&en=d162efab85d1fea7&ei=5087&WT.mc_id=ST-D-I-NYT-MOD-MOD-M169c-ROS-1010-HDR&WT.mc_ev=click

PARIS — On a giant screen figures swirl through a geometric landscape, morphing into a myriad of images. Finally the repeated forms focus into a centrifugal force: the single and particular figure of the model Kristen McMenamy — she of the long silver gray hair framing a strong face.

The 11-minute film that Gareth Pugh showed on Wednesday, the opening day of the Paris collections, was the fruit of much thought and two days of intense filming in London.

Ruth Hogben, trained as part of Nick Knight’s ShowStudio team and the creator of images for Lady Gaga’s world tour, was charged with capturing the essence of the Gareth Pugh aesthetic. Instead of a runway show, this presentation, projected to enormous size in the Paris Bercy stadium, is Mr. Pugh’s fashion tool.

In its bravura, its beauty and its possibility of going viral to hundreds of million of people via ShowStudio and over the Internet, this grand slam in the virtual world poses a question that is increasingly being asked by both designers and executives: Is a fashion show really necessary?

Or will the bi-annual shows in different cities ultimately be replaced by virtual fashion or some other yet-to-be-invented format?

“We just have to press a button,” said Mr. Pugh before the show, although with hindsight he admitted that it was not any easier — and certainly not any less expensive — to take the image option, even if it avoided the “uncontrollable stress” of the live format…..


Foto: Jimmy Choo

venerdì 1 ottobre 2010

Cavalli: party a Parigi per i 40 anni della maison

da www.fashionunited.it

Friday 01 October 2010
Roberto Cavalli ha deciso di festeggiare i 40 anni della maison durante la settimana della moda di Parigi, in scena da martedì scorso a mercoledì 6 ottobre. Mercoledì, lo stilista toscano ha dato un grande party all'École Nationale des beaux-arts della capitale francese. Oltre alle ballerine del Crazy Horse, gli ospiti hanno applaudito Kylie Minogue che ha eseguito i due nuovi singoli All the Lovers e Get out of my way in una speciale versione unplugged accompagnata da un'orchestra dal vivo e da due coriste. Tra gli invitati Ornella Muti, Velria Golino, Afef, Mariagrazia Cucinotta, Marta Marzotto, Eva Riccobono, Naomi Campbell, Janet Jackson, Heidi Klum, Bianca Jagger, Jade Jagger e Bianca Balti. Una torta gigante, alta tre metri, tagliata sul palco dallo stesso Cavalli, ha chiuso lo spettacolo per il 40esimo anniversario della griffe. Il party è poi proseguito tra fiumi di champagne e la musica del dj David Guetta.
Nella cappella dell'accademia, sono state invece presentate le immagini del libro celebrativo edito da Rizzoli che il designer toscano ha realizzato in collaborazione con il duo di fotografi di moda Mert & Marcus.

A Milano, invece, la settimana scorsa lo stilista e la società di occhialeria Marcolin, in collaborazione con la catena di ottica italiana Salmoiraghi&Viganò, hanno presentato il nuovo modello Roberto Cavalli eyewear Dea. Ispirato al modello Occhio degli dei, occhiale icona della prima collezione Roberto Cavalli Eyewear by Marcolin, ‘Dea’ si presenta come perfetta simbiosi tra continuità, creatività e tecnologia. Il frontale a mascherina presenta una lavorazione graffiata, tecnica innovativa per il mondo eyewear. Il modello dedicato all’anniversario è in “Special edition” ed è stato prodotto in 2mila pezzi ed è venduto al prezzo di 440 euro.

La maison Cavalli ha archiviato i primi sei mesi del 2010 con un fatturato consolidato netto a 86,2 milioni di euro (erano 87,7 milioni al 30 giugno 2009). Il gruppo è tornato in utile con un risultato netto di 1,9 milioni di euro, contro la perdita di 3,5 milioni dello stesso periodo dell'anno scorso.

Foto: Roberto Cavalli

Pinko by Mark Fast debutta a Milano


Thursday 30 September 2010
Scritto da Isabella Naef

“Deve sentirsi bella, essere sicura di sè, sexy e chic e, soprattutto, a proprio agio con quello che indossa”. Questa la donna alla quale ha pensato Mark Fast, 29enne designer di origini canadesi ma con un curriculum made in Uk, che ha disegnato una mini collezione per Pinko. Presentata giovedì scorso a Milano, nella chiesa sconsacrata di San Carpoforo, a Brera, la collezione per la primavera estate 2011, Pinko by Mark Fast, prevede una cinquantina di pezzi e una decina di accessori. Tra i più divertenti le scarpe con suole di gel glitterato con tacchi alti in acrilico trasparente e strass incastonati oppure i sandali fatti come una sneaker di cui rimane solo la stringatura sul piede.

Oro, argento beige, per abiti corti e fascianti, oppure a rete, con una serie di anelli metallici. Un richiamo agli anni ’80, un omaggio all’eccentricità di Andy Warhol e un glamour sportivo e al tempo stesso glitterato caratterizza la collezione il cui prezzo sarà leggermente più alto delle collezioni vendute dall’etichetta con quartier generale a Fidenza (il costo di un abito si aggira sui 500 euro). Altri vestiti sembrano dei tubi di tessuto trasparente, ma grazie a un sistema di coulisse si drappeggiano sul corpo come una guaina effetto seconda pelle. Sicuramente una collezione per una donna che non ama passare inosservata, del resto la texture dei materiali e la maglieria che prende la forma del corpo sono tratti distintivi dei capi firmati da Fast. Non mancano i capi tricot in cotone molto lucido con scolli da costume olimpionico e tute-palazzo completamente laminate in mailar, un materiale che rende i tessuti simili alla carta da cioccolatino. Le t-shirt e le canotte da abbinare a pezzi basic in jersey sono ricoperte di strass, diventano una morbida corazza luminosa. Insomma, una capsule collection da Studio 54, la cui atmosfera è stata ricreata nella chiesa dove addetti ai lavori e clienti hanno potuto vedere in anteprima i pezzi che fra qualche mese saranno in vendita in circa 200 store nel mondo. Oltre che nei negozi del brand la collezione potrà essere acquistata in multistore come LuisaViaRoma a Firenze.

“Per questa collezione ho preso spunto anche dalle figure femminili dipinte da Warhol. I toni saturi di fucsia, menta, oro chiaro, argento e nero dei ritratti di Marilyn, Brigitte Bardot e Debbie Harry passano dagli abiti agli accessori con un gioco di lucido-opaco dato dai materiali”, ha spiegato Fast a FashionUnited. Lo stilista è alla prima collaborazione con un brand italiano ed è già conosciuto sulle passerelle londinesi dove ha debuttato con una collezione knitwear che ha attirato l’attenzione dei media soprattutto perché a indossare i capi più aderenti erano modelle plus size.

Fast, che è nato e cresciuto in Canada, si è successivamente trasferito a Londra per studiare al Central Saint Martins college of art and design. Nel suo curriculum figurano collaborazioni con il designer turco Bora Aksu, con Stuart Vevers per la sfilata Loewe autunno/inverno 2009 e con Christian Louboutin. In futuro al designer non dispiacerebbe firmare un profumo che abbia la stessa sensualità delle sue collezioni.

La creatività e il successo di Fast in Uk è il motivo principale che ha spinto Pinko, etichetta fondata Pietro Negra e Cristina Rubini alla fine degli anni ottanta, a collaborare con questo designer. “Una collaborazione che accresce la notorietà del marchio in Europa e che dà freschezza al nostro brand”, racconta Negra, aggiungendo che sono allo studio altri accordi con designer emergenti. “Mark è un profondo conoscitore della maglieria e in più ha uno stile femminile, sensuale, sottilmente trasgressivo” aggiunge Negra.

La società, che ha archiviato il 2009 fatturato stabile (+0,6%), rispetto ai 148 milioni di euro del 2008 (per il 2010 è previsto un +8%) ha circa 800 punti vendita nel mondo, ha fatto un grande sforzo tecnico per realizzare industrialmente i prototipi della capsule collection “senza perdere quel perfetto rapporto tra qualità e prezzo che il mercato ci ha sempre riconosciuto”.

Foto: Un abito della collezione Pinko by Mark Fast