lunedì 26 aprile 2010

Mango debutta a Milano


Scritto da Isabella Naef
per www.fashionunited.it
Monday 26 April 2010

Un soppalco, due divani su cui sedersi per sfogliare il look book della nuova collezione uomo e per sbirciare i movimenti del piano terra, regno della main collection donna. A sorpresa, le scale sono in fondo al ground floor, un basement dedicato ancora alla donna, con le proposte più sbarazzine e gli accessori. Ha debuttato così, la settimana scorsa, il nuovo flagship store milanese di corso Vittorio Emanale dell'etichetta spagnola Mango, sempre più decisa a conquistare il mercato italiano, o almeno, a spartirselo con Zara, il marchio di punta del gruppo Inditex, che, guarda caso, ha uno dei suoi negozi proprio di fronte.
In Italia, tra il 2008 e il 2009, il gruppo guidato da Isak Andic ha registrato un aumento del fatturato del 23 per cento (il 2009 si è chiuso con un giro d'affari pari a 1480 milioni di euro in aumento rispetto ai 1440 del 2008). Una percentuale che dovrebbe crescere con l'opening di altri 20-25 negozi prevista entro fine anno. Le location sono ancora top secret.

"Il concept di questo nuovo store" ha sottolineato Daniel Lopez, direttore gestione immobiliare e board member partner di Mango, giovedì scorso durante la conferenza di presentazione, "è stato creato appositamente per questa città, per corso Vittorio Emanuele, per Milano. Ci interessa riflettere la tensione di ogni città". L'etichetta è già presente a Milano, in via Torino, con un altro flagship store che, però, è in partnership e che risulta piuttosto diverso da quello recentemente aperto. "Tutti i flagship store sono diversi. Quelli di Londra, di New York, di Parigi, riflettono le atmosfere caratteristiche del luogo", ha aggiunto Lopez. Quella del brand, quindi, è un filosofia che rifugge l'omologazione pur scegliendo un approccio democratico al mercato, proponendo collezioni a prezzi accessibili. Democratico, popolare (special guest all'inaugurazione ufficiale, giovedì scorso, Simona Ventura) ma anche deciso a sperimentare formule di marketing poco sfruttate dalle aziende della moda. Ne è un esempio il progetto Mango Arttitude che ha coinvolto diversi artisti animando la città con una serie di iniziative unbranded, come le shopping bag senza logo e senza marchio disseminate in giro per Milano, parte di Occhio!, performance itinerante dell'artista Alex Zaro realizzata durante il MiArt, oppure, ancora, come il trono-installazione, con rami che si intrecciano e disegnano una struttura fantastica, del designer e architetto Duilio Forte, creato in esclusiva per le vetrine del negozio.

Foto: Isak Andic, presidente di Mango, con Simona Ventura

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