mercoledì 27 gennaio 2010

Gaetano Marzotto: verso la stabilizzazione del mercato


di Isabella Naef per www.fashionunited.it

Friday 22 January 2010

Buyer in crescita di oltre il 3 per cento alla 77esima edizione dell'uomo, un po' più di 9mila quelli attesi al salone dedicato al Bimbo che è partito ieri, a Firenze, e grande attenzione per la kermesse dei filati (in agenda dal 27 al 29 gennaio), giunta al 66esimo appuntamento e alla sua seconda volta con Prima Moda Tessuto, il progetto promosso dal consorzio Pratotrade che ha debuttato alla Fortezza l'anno scorso. Un inizio d'anno positivo per Pitti Immagine e anche per i 936 i marchi presenti al salone dedicato alla moda uomo che, come spiega a FashionUnited il presidente Gaetano Marzotto, cominciano a raccogliere i frutti di una strategia anti-crisi che ha reso i prezzi più competitivi e ha portato negli stand collezioni più belle e colorate. "Andiamo verso un periodo di stabilizzazione sui mercati europei", dice Marzotto. Insomma, il peggio è alle spalle anche se la ripresa non è dietro l'angolo: stando alle prime stime di Sistema moda Italia sull'andamento della moda maschile italiana, il 2009 si dovrebbe chiudere con una contrazione del giro d'affari pari al 9,7 per cento, che porterà il fatturato settoriale al di sotto dei 9 miliardi di euro raggiunti negli anni precedenti.

"In questi mesi ho notato un vero e proprio lavoro di team svolto da aziende e commercianti per il bene del prodotto finale. Colore, innovazione, tessuti polifunzionali, leggeri, caldi, facile da portare", sottolinea il presidente di Pitti Immagine, aggiungendo che il settore moda abbigliamento sta beneficiando anche di prezzi competitivi che hanno permesso ai buyer di fare un buon autunno e inverno e, in alcuni casi, di anticipare i saldi. Una tendenza che è proseguita anche nei giorni del salone fiorentino dove i 23360 buyer registrati non sono venuti solo a guardare ma hanno firmato anche gli ordini. "I messaggi delle aziende in questo senso sono stati finalmente positivi. I clienti hanno apprezzato il prodotto, confermando la tendenza a fare riassortimento e, quindi, a servirsi delle cosiddette capsule collection, ossia le proposte di quattro o cinque pezzi, ideali per integrare la collezione base", dice Marzotto, specificando che a far partire gli ordini negli stand sono stati soprattutto gli oltre 7100 compratori stranieri.

Anche se non è più tempo di riempire i magazzini qualcosa si sta muovendo grazie soprattutto alle aziende del settore che si sono organizzate di conseguenza proponendo collezioni versatili e inserendo prodotti meno costosi. "Gi unici a non adeguarsi al mutamento del mercato sembrano essere i proprietari degli immobili che chiedono affitti sempre più elevati", spiega il presidente di Pitti aggiungendo che questa situazione sta portando a un cambiamento evidente dei modelli distributivi. Pop up store, corner, multibrand non sono che l'inizio di questo tendenza.

E una fiera come Pitti come reagisce a un periodo di crisi dei mercati? "L'anno scorso c'era stato un momento di smarrimento, molti venivano a Pitti perché è una vetrina dove non si può mancare ma stavano a guardare che cosa sarebbe successo", afferma Marzotto sottolineando che l'impegno degli organizzatori nel rendere la fiera più accogliente, nel segmentare l'offerta e nel selezionare attentamente i marchi sta dando i suoi frutti. Il riferimento va all'intervento di Patricia Urquiola nel padiglione Centrale che ha aperto gli stand avvicinando collezioni e griffe ai visitatori, alla collaborazione con Ice che ha contribuito a far conoscere la realtà delle aziende presenti a Pitti ai buyer provenienti dagli Usa, dall'Uzbekistan e dal Kazakistan. Come spiega il presidente di Pitti si tratta di paesi ricchi, grazie soprattutto a petrolio e gas, che possono offrire molte chance al settore moda italiano. "Sempre con Ice apriremo dei Pitti desk per far conoscere su quei territori le proposte più interessanti della moda italiana". Le prime collaborazioni partiranno in Cina, Brasile e India già dall'estate. Una sorta di test prima di esportare Pitti all'estero? Marzotto non nega che un pensiero in questa direzione è stato fatto. "Stiamo meditando anche se Pitti è unico proprio perché è a Firenze, la culla del Rinascimento, il suo potere di attrazione è anche questo".

Foto: Gaetano Marzotto, presidente di Pitti Immagine

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