
Scritto da Isabella Naef per www.fashionunited.it
Monday 28 June 2010
Tanta musica, pennellate di colore, anniversari, come quello dei venti anni della maison Dolce&Gabbana, e le piazze che tornano protagoniste, con sfilate visibili da tutti: la moda uomo si è presentata così ai buyer e alla stampa su e giù tra Milano, per assistere alle sfilate primavera estate 2011 e per visitare il salone White homme, e Firenze, scenario di Pitti Uomo.
E' così che Annie Lennox si è trovata a cantare dal vivo "A whiter shade of pale" e "There must be an angel", per la sfilata di Dolce e Gabbana. In passerella, su un tappeto di moquette verde erba, ragazzi felici di partire per una scampagnata indossando camicie, bermuda ed espadrillas di tutti i colori. Protagonista indiscusso il quadretto Vichy. Ad assistere al défilé Morgan Freeman, Matthew McConaughey, Rachel Weisz, Roberto Bolle, Monica Bellucci. Tutti tirati a lucido, i vip si sono concessi con generosità agli obiettivi dei fotografi, prima di varcare la sede del comune di Milano, dove si è tenuto il party per festeggiare i 20 anni della griffe.
Atmosfera più sobria ma non meno glamour alla Triennale di Milano per festeggiare i 100 anni di Ermenegildo Zegna, un impero che conta oltre 500 store in 80 Paesi. Raffinato, in abito chiaro di lino, oppure in blazer blu l'uomo Ermenegildo Zegna; abiti sgualciti e pantaloni corti, invece, per quello che veste ZZegna.
Righe, quadri, scarpe da barca multicolori e bermuda per l'uomo Misssoni che ha sfilato per le strade del centro di Milano. Informali “put together” di impermeabili e cardigan, gilet, t-shirt e camicie. Sfilata "democratica" e a 15mila chilometri di distanza, sul megaschermo di piazza Duomo, anche per Dirk Bikkembergs. Lo stilista ha proposto i colori e i suoni del Sud Africa, protagonista in questi giorni dei Mondiali di calcio 2010 e ha spostato la passerella a Cape Town.
Colore anche per la collezione di Giorgio Armani, novità che ha colpito la fashion editor Suzy Menkes che, sulla pagine del Nytimes, si è affrettata a scrivere "an asparagus-green handkerchief or a yellow belt brightened up neutral suits without forcing the color issue". Lo stilista piacentino, infatti, ha deciso di combinare un gusto classico a cenni di anticonformismo dando un tocco solare alle classiche tonalità Armani, beige, fumo, black e white, con il giallo e verde chartreuse. Una svolta che sarà apprezzata dai dandy e dagli uomini italiani che amano giocare con la moda, insomma, da quelli che finiscono per essere immortalati da Scott Schuman sul suo blog the sartorialist.
A Pitti Uomo Raf Simons, direttore creativo di Jil Sander, ha portato in passerella pantaloni arancio fluo, abbinati a pullover turchesi, oppure a camicie rosa shocking. La kermesse ha chiuso i battenti con 19200 compratori intervenuti, in crescita del 6% rispetto al giugno 2009, 6900 i compratori esteri (+12%). La Germania si conferma al primo posto con 862 buyer, seguita da Spagna (633), Giappone (617), Gran Bretagna (461) e Olanda (445) .
Buyer in aumento del 44% (a quota 3300) rispetto al giugno 2009, infine, anche per il salone milanese White homme. L'incremento degli italiani è stato pari al 52%, quello degli stranieri del 25%, con una forte presenza del mercato asiatico. "Credo che ci abbiano premiato la formula moderna del nostro layout espositivo e l'inserimento di speciali appuntamenti, anche con la musica, tra i progetti di White", ha sottolineato Massimiliano Bizzi, presidente del salone.
Insomma, sembra che la crisi che ha coinvolto la moda uomo (il fatturato 2009, in contrazione dell’11,3%, è sceso a 8 miliardi di euro, al di sotto dei livelli del 2005-2006), abbia costretto le aziende del made in Italy a tirare fuori creatività e leggerezza per riconquistare consensi e per tornare a far girare il business.
Foto: La sfilata di Jil Sander alla 78esima edizione di Pitti Uomo e a destra il fashion show di Armani
Nessun commento:
Posta un commento