
Scritto da Isabella Naef
Monday 28 February 2011
Una fashion week patriottica, nell'anno in cui ricorre il 150esimo anniversario dell'unità d'Italia più di una griffe ha giocato con i colori della bandiera e addirittura Rocco Barocco ha aperto la sfilata con un solenne Inno di Mameli, "Il canto degli italiani", innovativa dal punto di vista dei tessuti che si fanno sempre più sofisticati, divisa tra un centro città dove sfilano le griffe più blasonate (72 défilé con 62 presentazioni per 61 marchi) e zona Tortona, area dedicata alle kermesse e, last but not least, ottimista ma con qualche incognita sull'andamento del settore nei prossimi mesi. La tecnologia, poi, ha il suo peso anche durante la settimana della moda: basti citare i commenti in diretta e via Facebook apparsi sul megaschermo durante la sfilata di Dolce & Gabbana, a quanto pare tra i messaggi anche il direttore di Vogue Usa, Anna Wintour: “Schnell start the show” ossia "fate presto”. Del resto, la lotta per mantenere le quote di mercato e la sfida per conquistarne di nuove, oggi, passa attraverso i social network, portando una “democratizzazione” della moda, dettata più da esigenze di fatturato che da questioni etiche.
Inoltre, nonostante i lustrini delle sfilate (abbondante l’uso di Swarovsky sui capi), i party, come quello del brand made in Uk French Connection, e i concerti, come quello dei Duran Duran, ingaggiati da Tod's per celebrare Hogan, la guerra civile in Libia e i disordini nei paesi arabi potrebbero incidere sensibilmente sul futuro dell'economia. Sul lungo periodo, invece, le rivolte potrebbero influire positivamente come accade quando cade un regime dittatoriale e un nuovo Paese fa il suo ingresso nel libero mercato.
Per quanto riguarda l'oggi, secondo i dati Smi, Sistema moda Italia, il fatturato è tornato timidamente a crescere: le stime indicano un recupero del 2,6%, corrispondente a 11,7 miliardi di euro circa. "Alleggerire la pressione fiscale, ridurre l'Irap e garantire buste paga più pesanti è fondamentale, così come tagliare gli sprechi e i costi della burocrazia": questo quanto è necessario fare oggi per risollevare i conti del settore per Gaetano Marzotto, presidente di Pitti Immagine e padrone di casa dei saloni Touch! neoZone e cloudnine, che sono andati in scena dal 25 al 27 febbraio a Milano.
Intanto, si muove, anzi corre, il popolo della moda da un capo all'altro di una Milano divisa in due: da una parte le sfilate in centro città, nella tensostruttura in piazza Duomo, che strizza l'occhio a turisti e curiosi che sbirciano dal tendone laterale gli abiti della stagione autunno inverno 2011-12, e, dall'altra, i brand giovani in vetrina nei saloni di via Tortona di Pitti Immagine e di White.
Nomi freschi anche per la quarta edizione di Mi Milano Prêt-à-porter: tra le novità spiccano gli abiti romantici, ingenui ma sensuali di Vivetta Ponti, già fotografati l'anno scorso addosso a un'icona fashion come Peaches Geldof, in questi giorni a Milano in veste di dj per il dopo sfilata di Philpp Plein. Il designer tedesco ha messo a punto una collezione che, con abiti bon ton e dettagli dark gothic, non poteva sfilare che in una chiesa sconsacrata. Dark, anzi total black, senza nemmeno una pennellata di blu, colore tanto caro a Giorgio Armani, sulla passerella di Emporio. Nel coro monocolore l'opacità del panno si alterna alla brillantezza del velluto.
Arriva dai progetti dell'architetto statunitense Frank Lloyd Wright, l'ispirazione per la collezione rigorosa, forse anche troppo, di Aquilano e Rimondi, duo alla direzione creativa della maison Ferré venduta a Paris Group. Ad assistere alla sfilata Ahmed Sankari, presidente di Paris Group, il quale fa sapere che non c'è certezza per ora sul fatto che i due direttori creativi possano essere riconfermati. Guardano agli anni ’60 anche i cappottini di Prada (maison che tra giugno e luglio sbarcherà sul mercato azionario di Hong Kong). Citazioni old style anni ’50 per la nuova collezione di Roberta di Camerino, mentre Gucci sceglie i Seventies: in passerella si sono viste pellicce colorate, trasparenze, ma anche accenti maschili da lady misteriosa.
Foto: Un’immagine della sfilata di Emporio Armani
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