lunedì 14 dicembre 2009

Mercati emergenti e made in Italy: ne parla Laura Biagiotti


Isabella Naef per www.fashionunited.it

Monday 17 November 2008

A capo di una delle aziende che vantano un curriculum veramente internazionale e, fin dai primi anni della sua attività, all'avanguardia nell'attività di "licensing", l'ultimo accordo in questo senso è con il gruppo Nardelli per la produzione e la distribuzione di Laura Biagiotti Uomo, collezione che sarà presentata a Pitti il prossimo gennaio, Laura Biagiotti racconta a FashionUnited quali sono stati fattori alla base dell'espansione della maison.

Domanda. Quali sono i fattori determinanti che le hanno permesso di conquistare fette di mercato anche all'estero e, in particolar modo, in Cina?Risposta. Oggi un "pioniere" come me è certamente privilegiato dall'esperienza acquisita, dal prestigio di cui gode, dalle amicizie e dai rapporti di lavoro consolidati: tutti elementi che mi permettono una conoscenza diretta e approfondita del mercato ma soprattutto mi hanno permesso di capire la genuinità del messaggio che mi arrivava dalle donne cinesi, quell'entusiasmo per la moda che l'occidente disincantato, aveva già da tempo metabolizzato. Dalla divisa di Mao all'abito bianco di lino o di cashmere "Biagiotti", tutto è avvenuto in un tempo da record.

D. Laura Biagiotti Dolls ha registrato un incremento del 30% e l'export della griffe ha superato il 50% del fatturato totale, vi aspettavate un risultato così?
R. I piccoli accessori sono fondamentali per un marchio di lusso, perché ne consentono la fruizione a un pubblico più vasto. Gli accessori abbassano la soglia di accesso a questo fenomeno d'elite, e consentono la partecipazione al "gioco del lusso" a molte più persone. Chi non può comprare o regalare un abito Laura Biagiotti ricorre a un accessorio: che ha un prezzo accessibile ma mantiene un grande valore aggiunto e la garanzia del marchio Laura Biagiotti.

D. Laura Biagiotti, Biagiotti Uomo, Laura Biagiotti Dolls, Biagiotti Bodywear, oltre alle collezioni di accessori e le fragranze: quando ha cominciato la sua carriera pensava già che lo stile Biagiotti potesse essere "declinato" sul mercato attraverso tutte queste linee?
R. Il gruppo Biagiotti è stato fondato nel 1965 e, fin dai primi anni della sua attività, è stato all'avanguardia nell'attività di "licensing" in Italia avendo curato la produzione e la diffusione dell'Alta Moda Pronta dei più importanti creatori di moda italiani. Dal 1972, terminati i contratti di licenza, il gruppo ha come unica attività la distribuzione nel mondo della prima linea, la gestione del marchio Laura Biagiotti e di tutte le altre licenze. La peculiarità di Biagiotti è la flessibilità e la capacità di adattamento, in sintesi un nuovo modo di fare moda. Il nostro punto di forza è la continua ricerca di nuovi mercati, soprattutto con i paesi extra-europei. Vale la pena di ricordare gli accordi di collaborazione in Cina, in Russia, in Corea, in Giappone per la produzione di moda e accessori distribuiti esclusivamente in quei lontani ed emergenti paesi. Questi progetti hanno come obiettivo un consistente giro d'affari dei prodotti Laura Biagiotti nel mondo e un efficace potenziamento dell'immagine. Accanto a queste caratteristiche peculiari del gruppo Biagiotti ne convive un'altra altrettanto importante: la valorizzazione della capacità manuale, dell'artigianato tradizionale italiano. L'offerta quindi è di prodotti di grandissimo pregio, realizzati con lavorazioni tipiche dell'alta sartoria italiana e con materie prime nobilissime come il cashmere, la seta e il lino puro.

D. Che cosa rappresenta per lei il profumo? Quest'anno la fragranza Roma spegne 20 candeline, forse un'occasione per fare un bilancio.
R. I profumi sono un grande mezzo di comunicazione, una parte di se stessi, più ancora dell'abbigliamento. Per eterei che siano, hanno una vita più lunga e, per di più, un futuro. Questo li rende così affascinanti. L'attrazione per il profumo è scoccata in me quando ero bambina. Mi piaceva accarezzare i profumi usati da mia madre e aspirare i flaconi ormai vuoti per riconoscere le essenze e per memorizzarle. In seguito ho cominciato a identificare le persone che ho incontrato con l'atmosfera creata dal loro profumo. Sono molto orgogliosa e soddisfatta di aver contribuito con il profumo Roma a restituire alla mia città una parte del suo patrimonio: le due Fontane di Piazza Farnese, sono state completamente restaurate. Il binomio moda-arte che mi sento di rappresentare già da molti anni, acquista sempre maggiore significato.

D. Quali sono i mercati su cui state investendo e la vostra strategia internazionale e nazionale per fronteggiare la crisi?
R. I mercati in cui stiamo cercando di inserirci sono quelli del cosiddetto Bric (Brasile, Russia, India, Cina), ma personalmente penso che essi rappresentino un'opportunità che utilizzerà mia figlia Lavinia piuttosto che imprenditori della mia generazione. Inoltre la nostra politica aziendale è quella di cercare di sostenere e promuovere un grande marchio a costi contenuti.

D. Sua figlia Lavinia rappresenta la terza generazione Biagiotti e, come la nonna e la mamma, possiede i cromosomi giusti per portare avanti con successo la griffe. Quali sono i valori e i "segreti" che ha cercato di trasmetterle?
R. Sotto il profilo personale con Lavinia, il rapporto professionale non incide, al di là del fatto che tra figli e genitori credo sia inevitabile e anche stimolante una certa minima ed educata conflittualità: l'importante è non radicalizzare la positività potenziale dello scambio di idee. Mia figlia Lavinia, oggi vice presidente della nostra società, è un'allieva assai scrupolosa, ma anche io sono disposta a imparare dai giovani. Penso debba essere un'osmosi sempre attenta e generosa e che le nostre idee abbiano costantemente bisogno della freschezza e della fantasia portata dalle nuove generazioni.

Foto: Laura Biagiotti

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