
Isabella Naef per www.fashionunited.it
Tuesday 20 January 2009
La luce di Parigi, la sensualità di una femmina, l'allure di un uomo che sa vestirsi della sua ironia e lo spirito di chi non può smettere di sognare: un'alchimia di elementi che vivranno nelle nuove collezioni disegnate da Romeo Gigli con la nuova etichetta Io ipse idem, ideata dallo stilista per dire "sempre me stesso ma mai uguale a me stesso". Gigli debutterà con la nuova collezione uomo il 23 gennaio proprio a Parigi, sua terra d'elezione. Nessuna sfilata in programma ma una presentazione-performance di stampo teatrale, sia per la collezione uomo, sia per la donna, in agenda ai primi di marzo,
"Sono stato per tanto tempo a Parigi, una città che è da sempre la mia terra d'elezione", racconta a FashionUnited Romeo Gigli, aggiungendo che, proprio la capitale francese, accoglierà anche la prima boutique della neonata etichetta, la cui produzione, però, resta italianissima, divisa tra la Lombardia e le Marche. Io ipse idem, fondata lo scorso novembre, è finanziata da Ip, Investimenti e partecipazioni spa, società d'investimento privata guidata da Michele Denegri; l'amministratore delegato del nuovo progetto di Romeo Gigli è Catherine Vautrin, che arriva da una lunga esperienza in Louis Vuitton, mentre Luciano Donatelli, top manager di Zegna fino al 2006, darà all'azienda il supporto industriale.
Da Milano, dove si trova la sede e lo show room di Io ipse idem, Gigli racconta come è nata l'idea di proporre il nuovo marchio e quali sono gli obiettivi a medio e lungo termine. "Per quattro anni sono stato a guardare (dalla primavera del 2004 il gruppo It Holding ha dismesso la partecipazione nella Gigli s.r.l. e da allora l'utilizzo del marchio Romeo Gigli non ha più nessun collegamento con lo stilista, ndr) e avevo voglia di creare qualcosa di nuovo, ma immaginando un meccanismo diverso: quando non si è più coinvolti e fagocitati dagli impegni si hanno delle intuizioni, si riesce a dar vita a nuovi progetti con un approccio diverso". La freschezza e la creatività dei giovani collaboratori del suo staff stilistico (di cui, negli anni '90, ha fatto parte anche un ventenne Alexander McQueen), ma anche la decisione di scegliere Parigi come prima tappa per la presentazione delle collezioni, sono alcuni degli elementi cardine del nuovo corso di Romeo Gigli. "A Parigi c'è una grande attenzione per la creatività, cosa che manca un po' in Italia", sottolinea lo stilista aggiungendo che una maggiore snellezza farebbe bene al sistema moda Italia. L'interesse e la passione per l'arte, il teatro, il cinema e la musica, invece, da sempre nel dna di Romeo Gigli, restano i motivi ispiratori delle sue creazioni. Nella collezione "zero" per l'uomo, quella disegnata a ridosso del lancio del nuovo marchio (la collezione non è in vendita ma può essere vista nello show room di Milano, al numero 25 di via Lodovico il Moro), giacche corte, con i rever allungati che slanciano la figura, abbinate a pantaloni dalla vita altissima appesi alle bretelle rigate, si mescolano a giacche più classiche, dall'aspetto formale, che trovano una nuova proporzione con i pantaloni stretti e lunghissimi che si stropicciano sul polpaccio. La linea è dominata da tutte le variazioni del blu e dei sabbia accesi dai colori del sole e illuminati dal bianco.
Abiti essenziali, che modellano accarezzando il corpo, avvolti in caban in cui il collo e il volume diventano protagonisti, architetture solide e leggere, ricercatezze che si lasciano cogliere solo indossandole, compongono, invece, la collezione "zero" per la donna. Ma a quale donna pensa Romeo Gigli quando disegna un abito? "Penso alla sensualità delle donne, delle femmine", dice Gigli, "a una donna che svela lentamente la sua sensualità, che si nasconde tra le pieghe di un maschile sofisticato e sensuale per poi rivelare una femminilità dolcemente irresistibile. Cerco l'armonia che non è nei canoni tradizionali".
Foto: Romeo Gigli
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